Sono sempre stato una persona timida e riservata, chi mi conosce di persona sa che non amo parlare di me stesso, se pur in termini positivi, in qualsiasi ambito.

Questo non vuol dire però che se una persona che ha provato il mio corso scrive delle belle parole sul mio conto non mi faccia piacere, soprattutto se è legato ad un’esperienza di guarigione genuina e sincera.

Scelgo quindi di pubblicare nella sezione articoli questa testimonianza di guarigione perché oltre ad essere stata scritta col cuore (ma anche con sofferenza, rivivendo gli infelici ma utili momenti passati) è stata scritta da una persona cara, un’amicizia che è nata proprio grazie a questo sito web.

Quella che segue è la storia di Giovanni che descrive dettagliatamente la sua esperienza di una terribile prostatite, risultato di esalazioni chimiche e pulviscolo di alluminio, aggravata da ernia inguinale crurale, felicemente superata con Prostata In Forma.

esperienza-prostatiteDifficile riuscire a rendere chiaro e fluente un’esperienza legata a diversi aspetti, ho preferito per questo dividere il report in tre fasi così denominate:

– Intossicazione da esalazioni chimiche e pulviscolo di alluminio

– Prostata in Forma

– Ernia inguinale crurale

Il tutto è preceduto da questa piccola premessa, un antefatto risalente a circa quindici anni prima, quando in seguito agli assidui rapporti con la mia compagna di allora si verificò uno spiacevole evento, uno strappo inguinale molto doloroso anche se giudicato non grave e da più voci mediche guaribile in poco tempo, senza alcun tipo di intervento.

Solo alcuni avanzarono l’ipotesi che poteva trattarsi di una piccolissima punta di ernia inguinale, senza però mai fare riferimento ad eventuali controlli futuri, senza spiegarmi affatto che un ernia col tempo può solo peggiorare e non guarire.

Tutto questo dopo aver interpellato diversi luminari in merito. Da allora solo leggeri dolori che ho sempre percepito e interpretato come segnali di stanchezza, soprattutto negli ultimi otto anni trascorsi lavorando in fabbrica, dove gli orari dei turni e il pesante lavoro fisico non permettevano affatto un sano riposo.

Intossicazione da esalazioni chimiche e pulviscolo di alluminio

Avevo intuito che qualcosa non andava nel mio organismo già nel 2008, circa due anni prima di lasciare il lavoro, quando iniziavo ad accusare fastidi di respirazione, a volte difficoltà a deglutire anche l’acqua, alternati da attacchi di fortissimi starnuti che venivano bollati dalla mia dottoressa curante come sintomi di presunte allergie.

Sono riuscito ad andare avanti senza mollare il lavoro fino a luglio 2010 circa, a primavera dello stesso anno iniziai a soffrire d’improvvisi conati di vomito, soprattutto sul luogo di lavoro. In pratica mi accadeva che qualsiasi cosa mangiassi, anche solo un boccone come ad esempio una carota cruda, ero costretto ad interrompere il pasto e a volte vomitare.

Di lì a poco ebbi una forte bronchite, mi curai e dopo circa un mese stavo meglio ma continuavo ad  avere dolori alla trachea e un respiro corto e doloroso. Effettuai diversi controlli ai bronchi e ai polmoni, con TAC  e risonanze magnetiche, ma risultava essere tutto in perfetto stato. Dissi anche alla mia dottoressa che a volte mi svegliavo al mattino molto sudato e con un forte odore acre addosso, sul torace, non avevo dubbi che si trattasse dell’olio che respiravo in fabbrica e fu a quel punto che la mia dottoressa mi consigliò di lasciare al più presto quel lavoro, in quanto lei non poteva più giustificare altri giorni di malattia, oltre al fatto che non avrebbero risolto il problema in modo definitivo.

Non avevo più scelta, lasciai il lavoro allo scadere del contratto temporaneo, circa a metà luglio 2010. Restando quotidianamente molte ore a riposo, iniziai a notare una mia crescente inefficienza fisica: mi sentivo sempre più stanco, pur non lavorando, mi resi conto che proprio non riuscivo più ad avere un normale rapporto sessuale, per inefficienza fisica, per i forti dolori alla schiena…

La prostatite non era ancora evidente, non avevo forze, bastava una passeggiata e notavo la fatica che dovevo fare, non mancavano dolori e fitte un po’ ovunque, in particolare lungo il torace quando cercavo di respirare in modo profondo. Era già diverso tempo che desideravo andare a vivere in Toscana, e decisi di trasferirmi insieme ad una cara amica, per affrontare al meglio il mio percorso di guarigione, per ritrovare nuova energia, scelta rivelatasi poi molto azzeccata.

Poco prima del trasloco si verificarono degli eventi insoliti, diverse congestioni addominali, apparentemente senza motivo, che per mia grandissima fortuna si risolsero in pochi secondi grazie alla fortuita presenza della mia amica bravissima con la riflessologia plantare, al punto che passavo dall’invalidante dolore al rilassamento più assoluto, tanto da cadere in sonno profondo.

Ci fu poi un altro episodio, qualcosa che definimmo come uno shock anafilattico, un’ esperienza del tutto nuova per me: mangiai pochi fiori di zucca fritti, improvvisamente il cuore cominciò a battere come impazzito, sempre più forte, tremavo tutto, diventai violaceo dalla cintola in su, ancora una volta la riflessologia plantare mi salvò.

Mi chiesi cosa sarebbe successo se ero solo in casa…

Affrontai il trasloco al tempo stesso con grandissima fatica e un inesauribile entusiasmo, in quel momento vedevo in quel viaggio la mia salvezza.

Erano i primi di agosto, prendemmo casa vicinissimo al parco fluviale del Serchio, in provincia di Lucca. Dopo pochissimi giorni, finito il trasloco, iniziarono i primi dolori fortissimi all’inguine e alla gamba che quasi non riuscivo a camminare. I dolori a volte fortissimi iniziarono a manifestarsi tra l’ano e la punta del pene. Intanto continuavo saltuariamente a secernere le stesse esalazioni chimiche dal torace, dal collo, dai piedi, al punto che ogni volta dovevo lavare ogni cosa che utilizzavo, pigiama, lenzuola, etc..

Più ogni giorno respiravo aria pura e più si intensificavano le fuoriuscite di esalazioni chimiche, nonché la frequenza con cui ero costretto a fermarmi dovunque mi trovavo per dover urinare, in modo doloroso e abbondante.

Iniziarono così le visite mediche, cominciai a sentire per la prima volta parlare d’ infiammazione prostatica, mi fecero fare tanti controlli, dolorosi, strani, rivelatisi inutili, soprattutto alla luce del fatto che mai nessuno accennò al tipo di alimentazione che avrei dovuto seguire.

Iniziarono a prescrivermi farmaci che provai ad assumere, ma la cura era devastante, smisi subito dopo solo un giorno e iniziai a capire che ancora una volta dovevo trovare da me la strada che mi avrebbe riportato in vita, sano e forte, proprio come mi accadde quattordici anni prima con una brutta intossicazione alimentare.

 

Nel frattempo si verificò un altro tremendo episodio, senza apparente motivo, ebbi vomito continuo per oltre ventiquattro ore, i dolori e la debolezza mi fecero toccare il fondo, per un pò pensai davvero di non farcela, di non riuscire a rimettermi più in piedi, fu terribile, soprattutto quando scoprii che non riuscivo a digerire neanche riso bollito.

Passai diverse notti e giorni con forti dolori all’addome, al colon traverso, curiosamente i dolori si spostavano lungo i fianchi quando nel letto cambiavo posizione nella speranza di trovare sollievo, non avevo scampo…

Disperato, distrutto fisicamente e psicologicamente, trovai la forza e la lucidità per sedermi davanti alla tastiera e iniziare la mia ricerca: trovai la pagina di benvenuto di Prostata In Forma… ebbi un sussulto, ma quello che lessi mi sembrò troppo bello per essere vero, incredulo e sfiduciato, dopo diverse domande all’autore, tentennai qualche giorno, poi acquistai il video corso completo…

Prostata in Forma

E’ stata a tutt’oggi la più sorprendente e salutare scoperta della mia vita. Grazie al Video Corso di Prostata in Forma ho avuto modo di conoscere gli aspetti olistici della mia terribile prostatite, nonché una prima conoscenza degli aspetti alimentari correlati alla malattia, e soprattutto tutto ciò che può favorire e mantenere alta la nostra salute, una salute sempre perfetta.

Ha giocato un ruolo fondamentale nella ripresa della mia prostata, in modo evidente e definitivo.

Posso tranquillamente affermare di aver ripreso il pieno possesso e utilizzo della mia energia, un energia che non conoscevo, di cui non avevo idea finché non l’ho provata, sentita in me. Ho seguito il video corso e fin dalle prime parole, mi sono subito reso conto che quanto apprendevo collimava esattamente con il mio fondato sospetto che le cure tradizionali non solo non risolvono il problema, rischiano oltretutto di diventare un forte aggravante.

Con meraviglia costatai dopo solo tre giorni un sensibile miglioramento generale, in particolare un calo di dolore alla prostata e alla gamba, seguendo solo tre delle prime indicazioni di Prostata in Forma!

E dopo una settimana non ebbi più alcun dubbio su come proseguire per la guarigione della prostatite, e soprattutto sul fatto che ero sulla giusta strada per ritornare a vivere.

Non credevo alla trasformazione che stavo vivendo, giorno dopo giorno c’era sempre un miglioramento, la respirazione sempre meno dolorosa, la tensione che allentava la presa alla vescica, donandomi finalmente un po’ di pace non dovendo scappare in bagno continuamente.

Insomma, i risultati furono evidenti e pressoché immediati, e questo mi diede grande forza per proseguire e una gioia immensa.

Ogni minima conoscenza sull’argomento prostata mi è stata di grandissimo aiuto, determinante direi. Dopo circa due mesi mi sentivo in grado di poter riprendere un’attività fisica, mi iscrissi ad un corso di Hatha Yoga, mi accorsi di lì a poco che quel leggero fastidio che ancora restava appena sopra il testicolo destro peggiorava, giorno dopo giorno, divenendo sempre più dolorante, dopo un rapporto intimo come dopo una piccola pedalata in bici, il sospetto che c’era ancora qualcosa che non andava mi sembrava fondato…

Intanto seguire l’alimentazione del corso mi aveva donato un energia che mi fece fare un brillante salto avanti nei tempi di guarigione, mi sentii rinato.

Tutto andava migliorando sempre più. Riuscivo a praticare trampolino elastico tenendo una mano all’inguine sulla parte dolorante, facevo comunque una piccola attività fisica in casa, riuscivo tranquillamente a eseguire trazioni alla sbarra.

Provai anche un banale esperimento: tornare alla vecchia alimentazione per quattro giorni e provai ad eseguire la prima serie di dieci trazioni; notai molto affaticamento e dolori ai muscoli, di seguito rientrai velocemente a regime alimentare e questa volta alla sbarra tre serie da dieci furono una passeggiata! Rimasi incantato dalle mie nuove possibilità, non ebbi più dubbi sulla validità di questa scelta apparentemente estrema, in realtà perfettamente connaturata e affine alla nostra vera natura di esseri umani.

Ernia inguinale crurale

Ripresi le dovute visite mediche, i pareri furono subito chiari, si trattava di ernia inguinale, che molto probabilmente era anche la causa del dolore al testicolo (non mi fu data la certezza che operandomi sarebbe sparito quel dolore), in quanto premeva maggiormente verso il basso che non verso l’esterno, schiacciando il canaletto spermatico. Il mio pensiero andò subito alla difficoltà di eiaculazione (a volte dolorosa) che da più di un anno mi accompagnava…

Passarono circa tre mesi fino al giorno dell’intervento. Mi fu anticipato il tipo di anestesia locale (epidurale), mi dissero che sarebbe stato un piccolo taglietto…e pur parlando con l’urologo che mi avrebbe operato non mi fu precisato quale soluzione avrebbe optato per chiudere l’ernia (il taglio fu di circa nove centimetri e fu scelta una conchiglietta curva in polietilene al posto della classica rete).

Trovai un equipe tranquilla, efficiente, in sala operatoria ci restai circa un ora e mezza. Appena mi riportarono in camera mi addormentai quasi subito, ma dopo meno di due ore ero di nuovo sveglio, dolore localizzato alla ferita e alla schiena, zona lombare soprattutto. Nonostante i dolori provai immensa gioia perché sembrava del tutto sparito il dolore al testicolo e appena sopra, sembrava sparito anche quell’odiosissimo bruciore al canaletto spermatico.

Desidero aggiungere che poco dopo fui colto da un dolore lancinante nella zona pubica, mi spaventai tanto era forte e non ne capivo la causa, un’ infermiera controllò e mi disse che provvedeva subito ad inserire un catetere…senza esitazione gli chiesi di portarmi un pappagallo e di darmi un minuto di tempo, mi sembrò disorientata, incredula.

Riuscii a rilassarmi, la meditazione insegna molto, l’infermiera rimase stupita, di pappagalli ne riempii subito cinque, i reni avevano iniziato il loro duro lavoro! La ripresa è stata abbastanza veloce, dopo soli cinque giorni riuscii da solo a fare i miei primi passi, circa cento metri.

Dopo circa un mese e mezzo uscivo regolarmente a camminare. Dopo circa due mesi e mezzo iniziava ad andare molto meglio, ripresi a lavorare saltuariamente, anche se la ferita si presentava ancora un po’ rigonfia, e le fitte di dolore non mancavano.

Oggi dopo circa sei mesi restano lievi fitte alla ferita in presenza di freddo o stanchezza, o movimenti bruschi, resta una certa insensibilità al tatto esternamente in tutta la zona della ferita e all’inguine; al contrario internamente percepisco una grande sensibilità, eccessiva, a volte fastidiosa. Dovrebbe dipendere dal fatto che la zona della parete esterna non è ancora ben aderita ai muscoli dell’addome, questa è stata la spiegazione in fase di controllo medico.

Conclusioni e considerazioni personali

Dei doloretti tra canaletto spermatico e testicolo restano dei leggeri postumi, a volte insistenti, a volte assenti, sembrano per lo più legati a condizioni di stress emotivo, a volte di stress fisico, a volte se mangio troppo per questione di golosità.

Tutto sommato posso asserire che la prostatite è insorta dopo un forte stress, emotivo e fisico, dovuto ad inquinamento dell’organismo, all’assenza di una vita piena di gioia, all’assenza dei diritti del lavoratore, all’assenza di qualsiasi reale aiuto, alla fatica ultima del trasloco.

Dato il lieto fine della vicenda, nulla è rimasto dell’amarezza del trattamento ricevuto sul luogo di lavoro, dove in mancanza di giustifica per prolungata assenza pretendevano le mie dimissioni. Nel caso avessi accettato avrei perso la mia preziosissima disoccupazione. In seguito ad un mio attacco di feroce rabbia, dopo sei anni di fedele e valido lavoro interinale, mi furono concessi giorni di ferie e permessi, e se non ricordo male qualche giorno non retribuito.

Mi resta invece la felicità per avere avuto ancora una volta sul mio cammino un evento che ha cambiato in meglio la mia vita, emotiva, fisica e spirituale. La pace interiore è stata una delle conquiste più preziose di questa esperienza, poter guardare avanti perseguendo i miei desideri, tessendo relazioni fatte di sola armonia, con gli altri, con tutto ciò che mi circonda.

Ringrazio Marco, l’autore del video corso, per avermi sostenuto nei momenti bui, fatti di dubbi, di paure, di crolli psichici, di crolli fisici avuti nel pieno della disintossicazione. Ringrazio la mia amica Geraldine per essermi stata vicino nell’ultimo anno, in modo encomiabile, un angelo decisamente migliore di come l’ho desiderato negli ultimi tempi prima di stare molto male, il suo aiuto preziosissimo, con riflessologia plantare, Hatha Yoga e quello che lei chiama il mio massaggio, una sua tecnica con mix di antistress-shiatsu.

E’ trascorso giusto un anno da quando acquistai il video corso Prostata In Forma, è ancora molto vivido in me il ricordo di quei giorni, e tutt’ora provo ancora commozione per essere ritornato a vivere come e meglio di prima, ed è a questo proposito che lascio qui un invito per coloro che approderanno su queste poche righe per motivi analoghi:

Non lasciate mai che siano gli eventi a guidare in modo nefasto la vostra breve esistenza, mi vengono in mente le parole di Steve Jobs che ho sempre ammirato: “RESTATE RIBELLI, sempre, ribelli nell’anima, prendetevi ciò che necessita quando urge perché nessuno vi potrà mai ridare indietro la vostra salute, la vostra vitalità, la vostra vita, i vostri sogni, restate il punto fermo di voi stessi, andando controcorrente se necessario, seguendo quella che si rivela essere la VOSTRA strada.”

Un abbraccio gioioso
Giovanni

 
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