prostatite sintomi

Come si Presenta una Prostatite?

In Italia, la prostatite si manifesta nel 12,5% degli uomini in età compresa tra i 16 e gli 85 anni (qui le statistiche), ma è auspicabile che il numero sia sensibilmente più alto a causa della mancanza di recarsi a visite urologiche da parte di molti uomini.

Vediamo quali sono i sintomi della prostatite, una patologia dalle molteplici (e non sempre identificabili) cause. Da quali sintomi puoi capire di avere una prostatite?

Una prostatite batterica cronica è diversa da una prostatite acuta e i sintomi possono essere leggermente diversi.

I sintomi della prostatite qui elencati rappresentano la stragrande maggioranza di quelli che comunemente si manifestano in una prostatite batterica cronica, così come è definita dalla medicina ufficiale.

Probabilmente noterai che non tutti i sintomi ti appartengono, o magari ora che li leggi in elenco potresti notare dei sintomi che non credevi o che non sapevi di avere, ma che adesso cominci a notare…

Prostatite Sintomi Possibili

I sintomi della prostatite qui elencati possono variare molto da persona, a seconda di vari fattori, tra cui, l’età, lo stile di vita, l’attitudine psicologica, la presenza di altre patologie e molto altro ancora. Ho suddiviso i sintomi per categorie:

Sintomi localizzati:

  • Fastidio ai testicoli, stessa sensazione come quando i pantaloni sono troppo stretti
  • Dolore tra lo scroto e l’ano
  • Dolori nella zona pubica
  • Tremore all’interno del retto
  • Dolore acuto e bruciore sulla punta del pene
  • Dolori e fastidi lungo le fasce interne delle cosce

Sintomi urinari

  • Esitazione e difficoltà ad urinare
  • Aumento della frequenza ad urinare
  • Sgocciolio terminale dopo la minzione
  • Netta sensazione che la vescica non sia mai completamente vuota

Sintomi sessuali

  • Calo del desiderio sessuale e quindi della libido
  • Leggera perdita di erezione e in alcuni casi anche totale
  • Eiaculazione precoce
  • Ansia da prestazione, l’ho messa tra i sintomi ma può benissimo essere una conseguenza della prostatite o addirittura una causa
  • Fastidio o dolore durante o dopo l’eiaculazione
  • Eiaculazione diminuita di intensità e di quantità
  • Possibile eiaculazione con tracce di sangue

Ce ne sono altri, ma questi sono i più diffusi e se solo uno di questi sintomi si presenta, ti consiglio di fare una visita al solo scopo di verifica.

Potrebbe darsi che una prostatite batterica cronica o una prostatite acuta sia in corso e hai bisogno di occupartene personalmente il prima possibile.

Soltanto assumendosene la piena responsabilità è possibile ritrovare una perfetta salute della prostata e dell’intero organismo.

Fai solo attenzione al tipo di cura che può proporti il medico, c’è ancora molta ignoranza a riguardo e molti urologi non sono aggiornati, seguendo protocolli dettati da vecchie o false credenze, che potrebbero essere del tutto inutili o addirittura peggiorare i sintomi.

Se il medico non ascolta il tuo disagio e ti prescrive rapidamente dei farmaci (solitamente antibiotici e antidolorifici), consiglio di ringraziare e cambiare medico, trovandone uno più competente. La prostatite batterica cronica e a maggior ragione la prostatite abatterica, sono infatti patologie molto difficile da curare con gli antibiotici tradizionali.

Qui c’è uno studio che conferma che gli antibiotici non sono efficaci nella maggior parte dei casi di prostatite e sono prescritti in modo eccessivo da urologi di tutto il mondo.

Una prostatite acuta invece, se presa per tempo, può essere risolta anche con l’uso di antibiotici, ci sono infatti probabilità di successo maggiori rispetto alla prostatite batterica cronica. E’ necessario comunque evitare le cause che l’hanno provocata per non avere ricadute.

Come Rimuovere i Sintomi della Prostatite

Se non l’hai già fatto ti consiglio di registrarti e vedere il video corso gratuito su come iniziare a prenderti cura della tua prostata. All’interno troverai tante preziose informazioni, utili anche al tuo caso di prostatite e all’intero organismo.

Ti lascio inoltre qui di seguito un’utile e interessante testimonianza, al fine di portare un aiuto concreto nel comprendere cosa stai vivendo e come affrontare al meglio l’intera situazione di disagio e dolori.

L’autore è Gabriele Buracchi, medico nutrizionista, che ha dovuto intraprendere comunque il suo percorso di guarigione cercando e provando i migliori metodi e rimedi naturali, assumendosi appunto, piena responsabilità della propria salute.

Testimonianza del Dottor Buracchi

testimonianza prostata

E così un giorno, com’è successo a me alcuni anni or sono, sei colto dalla febbre e dai tremiti con senso di oppressione al basso ventre nella zona del perineo.

Scopri improvvisamente di avere la prostatite ma, soprattutto, che il tuo PSA (Antigene Prostatico Specifico) è a 8,6. Facendo l’ecografia prostatica il medico ti dice che hai una prostata bella grossa: Ipertrofia Prostatica Benigna. Certo, i sintomi mi avrebbero dovuto far riflettere già da tempo.

Mi alzavo 4 volte per notte a fare pipì, il getto era sempre più breve, quasi uno sgocciolamento e provavo sempre una sensazione di bruciore.

A volte, dopo un rapporto sessuale, provavo un senso di forte fastidio, una sorta di oppressione nella zona del perineo. E, dal momento in cui avvertivo lo stimolo al momento di dover fare precipitosamente la pipì, passava pochissimo tempo, rischiando magari di farmela addosso.

Ma non ci avevo dato peso. Spesso i problemi non li vogliamo vedere ma, se qualcuno mi avesse messo la pulce nell’orecchio, probabilmente avrei prestato più attenzione. Eppure il numero di prestazioni sanitarie conseguenti ai vari problemi della prostata è molto elevato, basta dire che l’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB) è la seconda patologia per numero di diagnosi effettuate nei maschi ogni anno in Italia, oltre otto milioni di visite.

Non solo, ma da rilevare che il numero di visite è più che raddoppiato dal 1990 al 2000. Vorrà pur dire qualcosa! Ma forse c’è interesse che le cose continuino ad andare così…

L’unica soluzione che mi hanno prospettato è stato l’intervento chirurgico, presentandomi l’intervento come cosa di poco conto. Nessuno che si sia preso la briga di informarmi degli effetti collaterali, quelli certi, per non parlare di quelli incerti ma probabili.

Tra quelli certi c’è l’eiaculazione retrograda, cioè la mancata emissione dello sperma al momento del coito conseguente alla TURP, cioè alla resezione endoscopica trans uretrale prostatica che mi era stata proposta. Lo sperma viene emesso all’indietro, verso la vescica, invece che verso l’esterno.

In pratica, dopo l’intervento chirurgico si diviene sterili. Nessuno dei vari “luminari” consultati che mi abbia proposto una cura, qualcosa se non altro per alleviare i fastidi. ”Vigile attesa” è il termine tecnico per dire “non fare nulla” in attesa che la situazione si aggravi irreparabilmente e l’intervento chirurgico (sicuramente più redditizio per chi lo esegue) divenga assolutamente inevitabile.

Mi sono dovuto informare da solo e sono rimasto traumatizzato dalle prospettive. Ho capito che dovevo fare da me. Sono un nutrizionista, non sono un Urologo e la letteratura scientifica, specialmente quando si parla di alimenti ed integratori alimentari sono in grado di leggerla e di capirla bene.

La conclusione è che ho compreso di dover agire su tre fronti:

  • l’alimentazione,
  • l’attività fisica
  • l’uso dei giusti fitoterapici.

Nessuno che si fosse preso la briga di parlarmene.

Per l’alimentazione è stato facile. E così ho tolto dalla mia dieta i cibi piccanti, drastica riduzione del caffè (meglio nessuno comunque), aboliti i superalcolici e gli alcolici (ogni tanto bevo ancora mezzo bicchiere di vino, lo ammetto), diminuiti drasticamente anche i latticini. Eliminati o quasi i grassi saturi come gli insaccati, il burro e panna. In compenso molta più frutta, più verdura, più pesce e molta acqua.

Anche l’attività fisica è stata importante. Mi è bastato fare quello che consiglio sempre ai miei pazienti (ma che da molto tempo non facevo più), cioè 4/5 ore di attività aerobica a settimana oltre agli esercizi specifici come quelli di Kegel.

Per i fitoterapici o integratori alimentari ho dovuto fare qualche ricerca ma basta documentarsi sulla letteratura scientifica (non sui siti commerciali). Anche qui la situazione appare abbastanza chiara.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato l’effetto sull’IPB della Serenoa o meglio dei suoi frutti. Studi scientifici ci dicono che dopo alcuni mesi gli effetti della Serenoa sono equivalenti a quelli dei farmaci chimici, ma senza gli effetti collaterali di questi ultimi, effetti spesso gravi come diminuzione della libido e disfunzioni sessuali che in taluni casi portano all’impotenza.

In più la prostata, per rimanere sana, necessita di un giusto apporto di un minerale: lo Zinco. Niente di più facile che ricorrere ai semi di zucca mangiati in quanto tali o come estratto.

Sono ormai passati quattro anni da allora e non ho mai abbandonato né la Serenoa né gli estratti di Semi di Zucca. La mia attività sessuale è decisamente migliorata (alcuni sostengono che la Serenoa sia anche afrodisiaca…), mi alzo solo una volta per notte a fare pipì ed il getto è ritornato normale.

Oggi ho 62 anni e questa è la mia esperienza personale.

Dr. Gabriele Buracchi

Conclusioni

Sia che tu abbia una prostatite batterica cronica, che una prostatite acuta, è molto importante osservare i sintomi della prostatite e iniziare a rimuovere le cause che l’hanno provocata. Evitare quando possibile la soppressione dei sintomi che sono sempre un campanello di allarme che il corpo ci da per insegnarci qualcosa di molto prezioso.

Un valido aiuto per capirne le cause e per andare in una direzione salutare lo trovi nel corso gratuito Prostata In Forma, registrandoti sulla home page di questo sito.

 

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