Le tradizioni antiche ci insegnano che l’uomo non è che una cellula vivente più o meno cosciente della “vita universale” infinita, autocreatrice e onnipotente.

Molti saggi e scienziati moderni hanno constatato che questa “vita” è basata sull’equilibrio, poiché per creare e ricreare l’equilibrio essa è indispensabile. Ogni squilibrio è dunque un arresto nell’evoluzione e provoca il nostro allontanamento dalle leggi della vita universale.

Si comprenderà adesso facilmente che l’uomo è un centro vitale facente parte integrante dell’universo di vita; è sottomesso alle stesse leggi di equilibrio. Quando vi è uno squilibrio di queste funzioni, si constata un ostacolo al flusso naturale della vita; questo è ciò che si chiama sofferenza, malattia o dolore.

La malattia non è dunque che uno squilibrio che può prodursi sia sul piano spirituale che su quello mentale, emozionale o fisico; ma qualunque sia il piano su cui si manifesta, questo squilibrio toccherà anche gli altri piani, poiché tutto è contenuto nella vita.

Se noi domandassimo agli uomini: “ Discendiamo da Dio (qualunque cosa intendiamo per Dio…) o dalla scimmia?” saremmo obbligati a constatare che quasi tutti hanno l’idea di discendere dalla scimmia. L’uomo di oggi si solleva difficilmente al disopra della coscienza di un animale.

Ecco il primo errore, la prima causa di squilibrio. Certamente il corpo fisico dell’uomo discende dall’animale. Ma l’uomo che deve anche concepire che egli ha anche un anima ed uno spirito che essendo spirito è di discendenza divina.
Diremo meglio: L’uomo è di essenza divina compiendo la sua evoluzione attraverso la materia; dunque noi discendiamo da Dio ed emergiamo dall’animale.

La vita non è che l’armonia esistente tra questi tre principi nell’uomo: Corpo – anima – spirito.
Chi ha una coscienza del divino in sé e vive secondo questa coscienza non si allontanerà mai, su di alcun piano, dalle leggi vitali e spirituali, le seguirà naturalmente e troverà la vera felicità integrale, vivrà nell’armonia di vita, resterà nell’equilibrio-vita e potrà creare e ricrearsi costantemente.

Ma chi non sa vivere completamente su tutti i piani, in questa coscienza spirituale, chi viola le leggi di vita per ignoranza o cattiva abitudine, crea uno squilibrio; allora si produce un arresto nella sua evoluzione e per conseguenza nell’evoluzione generale. Anche se questo arresto si sviluppa su un solo piano (fisico, mentale o spirituale), se la causa persiste, questo squilibrio si rifletterà anche sugli altri piani, poiché sappiamo che tutto è collegato e tutto è contenuto nella vita.

 
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