farmaci urologici

Vi avverto questo articolo è un po’ provocatorio. Non sono sempre contrario ai farmaci; possono infatti risultare utili in alcune situazioni molto gravi o in situazioni di emergenza. Sono però contrario alla superficialità con cui molti medici utilizzano farmaci urologici per “curare” i sintomi della prostata.

Leggendo un libro sulle malattie della prostata di cui ometto l’autore ed il titolo, ho potuto constatare la leggerezza con cui questo argomento è trattato. Vi riporto alcuni passi del libro che parlano di un tipo di farmaco urologico prescritto spesso dai nostri “esperti”:

“I farmaci che restringono la prostata interferiscono nell’azione del testosterone, ormone maschile parzialmente responsabile della’ IPB (Ipertrofia Prostatica Benigna), riducendone gli effetti. Gli ormoni maschili agiscono in maniera differente negli altri organi, per cui questo tipo di farmaco agisce solo sulla prostata ed è del tutto privo di effetti collaterali.”

Qui afferma che questo tipo di farmaco agisce SOLO sulla prostata e NON ha effetti collaterali. In realtà è impossibile che un farmaco non abbia ripercussioni su tutto il piano fisico.

“Sono stati sviluppati molti farmaci di questo tipo e oggi sono disponibili la finasteride (Proscar, Finastid, Genaprost, Protide, Propecia) e la dutasteride (Avodard), entrambi da assumere in una singola compressa, una volta al giorno. Potrebbero volerci tre mesi o anche di più perché la prostata riacquisti dimensioni tali da migliorare i sintomi, ragione per cui questi farmaci vengono prescritti come trattamenti a lungo termine; l’assunzione non va quindi interrotta dopo una o due settimane soltanto, se non si osservano miglioramenti.”

Benissimo, sentite qua:

“Sebbene siano sicuri e privi di effetti collaterali, un ristretto numero di persone ha riscontrato difficoltà nell’erezione altri disturbi dell’attività sessuale, sintomi che però migliorano se si interrompe l’uso del farmaco.”

Ma come non era del tutto PRIVO di effetti collaterali? E ancora…

“Se il paziente non intende rinunciare alla propria attività sessuale, questo tipo di trattamento potrebbe non fare al caso suo.”

Rinunciare alla propria attività sessuale? Ma stiamo scherzando?

“Altro aspetto importante è che, se viene interrotta la somministrazione, la prostata ritorna alle sue dimensioni originali molto rapidamente, pertanto se si hanno avuti buoni risultati è consigliabile prolungare l’assunzione.”

Ma se ritorna alle sue dimensioni originali (cioè grossa come un melone ;-)) una volta interrotta la somministrazione allora il farmaco cosa ha curato? O forse dovrei prenderlo a vita e rinunciare all’attività sessuale?

Qui ti elenco una serie di studi che confermano la dannosità di alcuni farmaci urologici comunemente prescritti:

Ho scritto questo post per far capire alle persone con quanta leggerezza vengono prescritti farmaci senza considerare le conseguenze e soprattutto senza fare un minimo sforzo per CURARE LE CAUSE che hanno portato la prostata ad ammalarsi.

La morale è: non fidatevi sempre degli urologi che vi prescrivono questi farmaci urologici, fate le vostre ricerche, informate il medico se ce ne fosse bisogno ed eventualmente cambiarlo.

Se sei più “coraggioso” o semplicemente non hai intenzione di delegare la tua salute a nessuno, valuta l’acquisto del Corso Base Prostata In Forma.

 

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