combinazioni alimentari prostata

Anche se gli esseri umani possono ingerire qualunque tipo di alimenti, non sono in grado di digerirli tutti insieme. Farlo costringe l’apparato digerente ad assimilare cibi incompatibili tra loro lo si sottopone ad uno sforzo enorme, togliendo le forze al resto del corpo e obbligandolo ad affrontare in seguito i danni provocati dalla presenza di sostanze imputridite e fermentate.

Come funziona la digestione

Immaginate di utilizzare una sega elettrica per tagliare legno di ogni genere, duro o tenero, secco o umido, in pezzi grandi o in pezzi piccoli. Ogni tipo di misura richiede una diversa regolazione della sega. Se voleste essere efficienti comincereste col dividere il legname in mucchi separati, a seconda del genere. Poi regolereste la sega per il primo gruppo, magari sostituendo la lama, e lo tagliereste tutto insieme.

Una volta finito, cambiereste di nuovo la regolazione e forse la lama per passare al secondo mucchio e così via. Se mescolaste tipi diversi di legno, oppure passaste dall’uno all’altro senza cambiare nulla, incontrereste sicuramente delle difficoltà.

Lo stesso principio vale per la digestione, che (se dimentichiamo la complessa terminologia biochimica) non è altro che un processo di taglio (scissione) del cibo ingerito in parti microscopiche. Come il legno, gli alimenti sono di vario genere: alcuni richiedono una determinata serie di acidi ed enzimi ed altri una serie diversa. Il corpo digerisce certe sostanze con relativa facilità, ma per altre si deve impegnare maggiormente.

Proprio come la sega elettrica, l’apparato digerente si deve continuamente regolare per affrontare i vari alimenti. Questo non è difficile: L’organismo può passare da una regolazione all’altra. I problemi sorgono quando mangiamo insieme cibi incompatibili costringendo il corpo ad assimilarli senza avere il tempo di adattarsi.

Combinazioni alimentari per la prostata

Creare le giuste combinazioni alimentari per la prostata è importante per favorirne la guarigione o la prevenzione. Le stesse combinazioni suggerite sono a favore della digestione e quindi del benessere generale, non solo per la prostata.

Immaginate che l’apparato digerente debba servirsi di una “lama“ molto acida per processare un tipo di alimento e di una “lama” alcalina (basica) per un altro tipo. Cosa succede se li ingerite tutti e due insieme? Che la lama acida annulla quella alcalina e niente viene opportunamente elaborato.

I due alimenti marciscono nello stomaco, finché sono costretti a spostarsi nell’intestino digeriti solo in parte e ad emergere dall’altro capo non elaborati a sufficienza. Nel frattempo emettono pericolose tossine e trattengono le sostanze nutritive che sono preziose per l’organismo.

Nel tentativo di digerire, voi avete sprecato enormi energie, ma invece di nutrirvi vi siete caricati di tossine. Quello che ne consegue è un peggioramento delle condizioni di salute.

Quando mangiamo, dobbiamo avere la stessa mentalità pratica di quando tagliamo la legna. Per fortuna non è difficile: basta dividere gli alimenti per genere e poi mescolarli soltanto se sono compatibili.

Ecco i generi:

Frutta acida: pompelmi, limoni, arance, ananas, fragole, mandarini, pomodori…
Frutta dolce: banane, datteri, fichi, prugne, uva e frutta disidratata…
Amidi/carboidrati: pane, cereali, castagne, mais, grano, carciofi, pasta, patate…
Proteine: latticini, uova, pesce, carne, fagioli, soia, tofu…
Grassi: avocado, burro, noce di cocco, panna, margarina, olive e olio di oliva, noci, cartamo, semi oleosi…
Verdure: foglie verdi

Ora che abbiamo stabilito i generi vediamo quali alimenti vanno d’accordo e quali no. Queste sono le regole generali per gli accostamenti.

Queste combinazioni alimentari per la prostata derivano da studi personali fatti su vari medici e igienisti. In particolare Arnold Ehret e Herbert Shelton.

Mescolate e combinate a piacere gli elementi di ogni singolo gruppo: Frutta dolce con frutta dolce, proteine con proteine (in piccole quantità e meglio singolarmente) etc…

Consumate verdure ad ogni pasto: Per la maggior parte delle verdure, che sono relativamente facili da digerire, si mescolano bene con gli altri cibi, quindi le potete gustare ad ogni pasto, crude o cotte.

Mangiate la frutta da sola: essa viene digerita rapidamente dallo stomaco e dall’intestino tenue. Se invece si mescola con alimenti che richiedono tempi più lunghi, come la carne, sarà subito elaborata dagli enzimi, ma poi sarà costretta ad aspettare che anche le altre sostanze vengano digerite.

Mentre rimane ferma in attesa di procedere lungo il percorso, fermenta, emettendo gas e producendo altri problemi. E’ importante che la frutta attraversi in fretta l’apparato digerente e per questo è meglio mangiarla da sola (e non con proteine, cereali o altro);  L’unica altra categoria che è compatibile con la frutta sono le verdure a foglia verde (crude).

Consumatela quindi o almeno mezz’ora prima del pasto o almeno 2 ore dopo il pasto.

Separate la frutta acida da quella dolce. La frutta è un alimento sano e ricco, ma presenta uno svantaggio: quella dolce non dovrebbe essere associata a quella acida. Potete gustare più di un frutto acido o dolce alla volta, ma non mescolate i due generi e non uniteli ad altri alimenti; Evitare dunque le macedonie, ma senza farne un’ossessione.

Separate quanto più spesso possibile gli amidi dalle proteine. Le sostanze nutritive vengono digerite e assimilate meglio se gli amidi non sono mescolati con le proteine. Il piatto tradizionale di carne e patate non è molto salutare;

I principi fondamentali della combinazione alimentare sono facili da comprendere e la loro applicazione quotidiana è semplice, soprattutto con una certa esperienza.

E’ vero che occorre un certo impegno per attenersi precisamente alle regole, ma provate le combinazioni alimentari per la prostata per almeno un mese e vedrete come starete meglio. E ricordatevi che i benefici valgono ampiamente gli sforzi richiesti per cambiare abitudini.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26345415

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8185208

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25686469

 

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