Anche se gli esseri umani possono ingerire qualunque tipo di alimenti, non sono in grado di digerirli tutti insieme. Sì, si può fare, ma costringendo l’apparato digerente ad assimilare cibi incompatibili tra loro lo si sottopone ad uno sforzo enorme, togliendo le forze al resto del corpo e obbligandolo ad affrontare in seguito i danni provocati dalla presenza di sostanze imputridite e fermentate.

Immaginate di utilizzare una sega elettrica per tagliare legno di ogni genere, duro o tenero, secco o umido, in pezzi grandi o in pezzi piccoli. Ogni tipo di misura richiede una diversa regolazione della sega. Se voleste essere efficienti comincereste col dividere il legname in mucchi separati, a seconda del genere. Poi regolereste la sega per il primo gruppo, magari sostituendo la lama, e lo tagliereste tutto insieme.

Una volta finito, cambiereste di nuovo la regolazione e forse la lama per passare al secondo mucchio e così via. Se mescolaste tipi diversi di legno, oppure passaste dall’uno all’altro senza cambiare nulla, incontrereste sicuramente delle difficoltà.

Lo stesso principio vale per la digestione, che ( se dimentichiamola complessa terminologia biochimica) non è altro che un processo di taglio (scissione) del cibo ingerito in parti microscopiche. Come il legno, gli alimenti sono di vario genere: alcuni richiedono una determinata serie di acidi ed enzimi ed altri una serie diversa. Il corpo digerisce certe sostanze con relativa facilità, ma per altre si deve impegnare maggiormente.

Proprio come la sega elettrica, l’apparato digerente si deve continuamente regolare per affrontare i vari alimenti. Questo non è difficile: L’organismo può passare da una regolazione all’altra. I problemi sorgono quando mangiamo insieme cibi incompatibili costringendo il corpo ad assimilarli senza avere il tempo di adattarsi.

Domani scriverò la seconda parte di questo articolo e vi darò sicuramente esempi pratici di combinazioni alimentari corrette ed errate.

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