Sintomi della Prostatite, Come si Presenta una Prostatite Cronica?

prostatite sintomiSintomi della prostatite, una patologia dalle molteplici cause e concause. Da quali sintomi puoi capire di avere una prostatite? Che sia cronica o meno denota soltanto la gravità della patologia ma in nessun caso può mettere in dubbio la buona riuscita di sano percorso di guarigione!

Una prostatite cronica è diversa da una prostatite acuta per i sintomi che presenta leggermente diversi.

I sintomi qui elencati rappresentano la stragrande maggioranza di quelli che comunemente si manifestano in una prostatite cronica, così come è definita dalla medicina ufficiale.

Probabilmente noterai che non tutti i sintomi ti appartengono, o magari ora che li leggi in elenco potresti notare dei sintomi che non credevi o che non sapevi di avere, ma che adesso cominci a notare…

Ti Elenco i Maggiori Sintomi della Prostatite:

  • Fastidio ai testicoli, stessa sensazione come quando i pantaloni sono troppo stretti
  • Calo del desiderio sessuale e quindi della libido
  • Leggera perdita di erezione e in alcuni casi anche totale
  • Dolore tra lo scroto e l’ano
  • Dolori nella zona pubica
  • Eiaculazione precoce
  • Ansia da prestazione, l’ho messa tra i sintomi ma può benissimo essere una conseguenza della prostatite o addirittura una causa
  • Fastidio o dolore durante o dopo l’eiaculazione
  • Eiaculazione diminuita di intensità e di quantità
  • Tremore all’interno del retto
  • Dolore acuto e bruciore sulla punta del pene
  • Dolori e fastidi lungo le fasce interne delle cosce
  • Possibile eiaculazione con tracce di sangue
  • Esitazione e difficoltà ad urinare
  • Aumento della frequenza ad urinare
  • Sgocciolio terminale dopo la minzione
  • Netta sensazione che la vescica non sia mai completamente vuota

Ce ne sono altri, ma questi sono i più diffusi e se solo uno di questi sintomi si presenta, ti consiglio di fare una visita al solo scopo di verifica. Potrebbe darsi che una prostatite cronica o acuta sia in corso e hai bisogno di occupartene personalmente il prima possibile, poichè soltanto assumendosene piena responsabilità è possibile ritrovare perfetta salute della prostata, dell’intero organismo e in alcuni casi anche perfetta salute sessuale. Stai molto attento però al tipo di diagnosi che ti farà il medico.

Puoi anche andare da un medico ayurvedico, anzi consiglio questa strada addirittura prima di frequentare un andrologo tradizionale o un urologo, ne saprà sicuramente di più..soprattutto dal punto di vista dell’approccio, sicuramente fuori dalla visione accademica, escludendo interventi invasivi. E’ un medico che ha studiato e praticato la medicina ayurvedica, la medicina più antica del mondo che ha ispirato poi tutte le altre, compresa la nostra “occidentale”.

Come Rimuovere i Sintomi della Prostatite

Nel frattempo se non l’hai già fatto ti consiglio di vedere il video corso gratuito su come iniziare a curarti.

All’interno troverai tantissime preziose informazioni, utili anche al tuo caso di prostatite, poichè qualsiasi tipo di patologia che colpisce la prostata è possibile affrontare con il medesimo percorso, ma aggiungo anche che a mio avviso è il miglior modo per ottenere piena guarigione.

Ti lascio inoltre qui di seguito un utile e interessantissima testimonianza, al fine di portare un aiuto concreto nel comprendere cosa stai vivendo e come affrontare al meglio l’intera situazione di disagio e dolori, l’ha scritta Gabriele Buracchi, che ha avuto il grande vantaggio di essere un bravo nutrizionista ma che ha dovuto intraprendere comunque il suo percorso di guarigione facendo da sè, cercando e provando da sè i migliori metodi e rimedi naturali, assumendosi appunto, piena responsabilità della propria salute, esattamente come consigliamo noi a tutti coloro che desiderano guarire ma che non sempre hanno in sè l’iniziativa e il coraggio di fare, lo ripetiamo spesso in particolare a coloro che ci scrivono in email.

E’ successo a me

gabriele buracchi testimonianzaE così un giorno, com’è successo a me alcuni anni or sono, sei colto dalla febbre e dai tremiti con senso di oppressione al basso ventre nella zona del perineo. Scopri improvvisamente di avere la prostatite ma, soprattutto, che il tuo PSA (Antigene Prostatico Specifico) è a 8,6. Facendo l’ecografia prostatica il medico ti dice che hai una prostata bella grossa: Ipertrofia Prostatica Benigna. Certo, i sintomi mi avrebbero dovuto far riflettere già da tempo. Mi alzavo 4 volte per notte a fare pipì, il getto era sempre più breve, quasi uno sgocciolamento e provavo sempre una sensazione di bruciore. A volte, dopo un rapporto sessuale, provavo un senso di forte fastidio, una sorta di oppressione nella zona del perineo. E, dal momento in cui avvertivo lo stimolo al momento di dover fare precipitosamente la pipì, passava pochissimo tempo, rischiando magari di farmela addosso.

Ma non ci avevo dato peso. Spesso i problemi non li vogliamo vedere ma, se qualcuno mi avesse messo la pulce nell’orecchio, probabilmente avrei prestato più attenzione. Eppure il numero di prestazioni sanitarie conseguenti ai vari problemi della prostata è molto elevato, basta dire che l’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB) è la seconda patologia per numero di diagnosi effettuate nei maschi ogni anno in Italia, oltre otto milioni di visite. Non solo, ma da rilevare che il numero di visite è più che raddoppiato dal 1990 al 2000. Vorrà pur dire qualcosa! Ma forse c’è interesse che
le cose continuino ad andare così.

L’unica soluzione che mi hanno prospettato è stato l’intervento chirurgico, presentandomi l’intervento come cosa di poco conto. Nessuno che si sia preso la briga di informarmi degli effetti collaterali, quelli certi, per non parlare di quelli incerti ma probabili. Tra quelli certi c’è l’eiaculazione retrograda, cioè la mancata emissione dello sperma al momento del coito conseguente alla TURP, cioè alla resezione endoscopica trans uretrale prostatica che mi era stata proposta. Lo sperma viene emesso all’indietro, verso la vescica, invece che verso l’esterno. In pratica, dopo l’intervento chirurgico si diviene sterili. Nessuno dei vari “luminari” consultati che mi abbia proposto una cura, qualcosa se non altro per alleviare i fastidi. ”Vigile attesa” è il termine tecnico per dire “non fare nulla” in attesa che la situazione si aggravi irreparabilmente e l’intervento chirurgico (sicuramente più redditizio per chi lo esegue) divenga assolutamente inevitabile.

Mi sono dovuto informare da solo e sono rimasto traumatizzato dalle prospettive. Ho capito che dovevo fare da me. Sono un Nutrizionista, non sono un Urologo e la letteratura scientifica, specialmente quando si parla di alimenti ed integratori alimentari sono in grado di leggerla e di capirla bene. La conclusione è che ho compreso di dover agire su tre fronti: l’alimentazione, l’attività fisica e l’uso dei giusti fitoterapici. Nessuno che si fosse preso la briga di parlarmene.

Per l’alimentazione è stato facile. E così ho tolto dalla mia dieta i cibi piccanti, drastica riduzione del caffè (meglio nessuno comunque), aboliti i superalcolici e gli alcolici (ogni tanto bevo ancora mezzo bicchiere di vino, lo ammetto), diminuiti drasticamente anche i latticini. Eliminati o quasi i grassi saturi come gli insaccati, il burro e panna. In compenso molta più frutta, più verdura, più pesce e molta acqua.

Anche l’attività fisica è stata importante. Mi è bastato fare quello che consiglio sempre ai miei pazienti (ma che da molto tempo non facevo più), cioè 4/5 ore di attività aerobica a settimana oltre agli esercizi specifici come quelli di Kegel.

Per i fitoterapici o integratori alimentari ho dovuto fare qualche ricerca ma basta documentarsi sulla letteratura scientifica (non sui siti commerciali). Anche qui la situazione appare abbastanza chiara. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato l’effetto sull’IPB della Serenoa o meglio dei suoi frutti. Studi scientifici ci dicono che dopo alcuni mesi gli effetti della Serenoa sono equivalenti a quelli dei farmaci chimici, ma senza gli effetti collaterali di questi ultimi, effetti spesso gravi come diminuzione della libido e disfunzioni sessuali che in taluni casi portano all’impotenza. In più la prostata, per rimanere sana, necessita di un giusto apporto di un minerale: lo Zinco. Niente di più facile che ricorrere ai semi di zucca mangiati in quanto tali o come estratto.

Sono ormai passati quattro anni da allora e non ho mai abbandonato nè la Serenoa nè gli estratti di Semi di Zucca. La mia attività sessuale è decisamente migliorata (alcuni sostengono che la Serenoa sia anche afrodisiaca…), mi alzo solo una volta per notte a fare pipì (è anche vero che bevo molta acqua prima di andare a dormire) ed il getto è ritornato normale.

Oggi ho 62 anni e questa è la mia esperienza personale.

Gabriele Buracchi

 
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