La Birra e la Prostata
Mi è stato chiesto varie volte che tipo di rappoorto c’è tra il consumo di birra, di vino o di altri alcolici e i problemi alla prostata. Pensavo di dover dare per scontati certi argomenti, ma in effetti non è così.
Perché la birra è peggio?
La birra può provocare problemi ancora più gravi alla prostata a causa del livello di lieviti presenti. L’altro ingrediente è il luppolo che può irritare la prostata.
Anche se c’è un componente chimico nel luppolo che è risultato essere anti cancro (xanthohumol) dovresti bere almeno 17 pinte di birra al giorno per assumerne un quantitativo sufficiente. Ovviamente il gioco non vale la candela e non può essere di certo considerata una scusa per iniziare a bere così tanta birra
Tutti gli alcolici sono prodotti dalla fermentazione di lieviti. Il vino ha un tasso alcolico sufficiente ad uccidere i lieviti (12 gradi), ma la birra no. I superalcolici sono distillati ad alta temperatura il che uccide i lieviti presenti.
Nella birra raramente il tasso alcolico arriva oltre i 6 gradi e a meno che non sia stata pastorizzata (processo che comunque ucciderebbe anche tutti i componenti attivi positivi del luppolo) i lieviti presenti sarebbero ad alta concentrazione.
Bevendo questi lieviti essi entrano direttamente nel flusso sanguigno e possono proliferare e riprodursi in maniera impressionante, arrivando velocemente alla prostata e provocando i vari disturbi e dolori che spesso provoca.
Se si è certi di avere un tasso di lieviti molto alto nel nostro organismo è consigliato fare dei cicli di argento colloidale di 2 settimane per ucciderli completamente ed evitare che si riproducano.
Se soffri di prostatite acuta o cronica questi lieviti possono essere davvero micidiali. Anche una sola birra può causare problemi a chi ha questo tipo di infezione. La prostatite infatti è un po’ diversa da un’ipertrofia prostatica benigna. La prostatite una volta combattuta non porterà più problemi di ingrossamento alla prostata, mentre l’ipertrofia è più difficile da far regredire.
Il problema nascosto
Questi lieviti possono arrivare addirittura negli acini ghiandolari della prostata (che sono dei piccoli sacchetti). Se rimangono chiusi negli acini questi lieviti non versandosi più nel flusso sanguigno, non compariranno mai nei classici test urologici.
Quindi l’andrologo che farà le analisi non vedendo infezioni o lieviti presenti penserà che è tutto a posto e questo può davvero essere sconcertante visto che probabilmente i dolori persistono e in modo anche molto intenso.
Questo significa che se hai una prostatite abatterica (cioè dai test non risulta un’infezione di lieviti in corso) è molto probabile che siano presenti negli acini ghiandolari della prostata ma dagli esami non risultino.
E’ tutto, alla prossima!
Marco

