La Prostata

La Prostata: che Cos’è e a Cosa Serve

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La prostata è una ghiandola presente solo negli uomini, che in condizioni normali ha le dimensioni più o meno di una noce. È situata dietro l’intestino e avvolge l’uretra che è il canale utilizzato per trasportare l’urina fuori dalla vescica.

Qui di fianco un’immagine della prostata e di tutto l’apparato uro genitale

L’immagine riporta sulla sinistra la vescica e la prostata ingrandite, in modo che tu possa capire bene dove si trova e qual è la sua funzione.

La funzione della prostata è quella di produrre e immagazzinare nei suoi acini ghiandolari il liquido prostatico, il quale è il nutrimento e il carburante degli spermatozoi contenuti nello sperma.

Ecco un simpatico video per farti un’idea dell’importanza di questa ghiandola:


Forse non lo sai, ma nella prostata vengono riflesse tutte le emozioni della vita sessuale maschile, infatti è qui che si concentrano lo stress, la rabbia, la delusione, il rifiuto, l’amore non corrisposto, i sensi di colpa e i vari insuccessi sessuali.

Col tempo viene a crearsi come un circolo vizioso tra emozioni e corpo, infatti tutte queste emozioni represse non fanno altro che  riflettersi nella prostata che di conseguenza ci provoca i noti fastidi, che acuiscono altre emozioni come impotenza, inadeguatezza e scarsa autostima.

Quindi, emozioni di questa natura che si riflettono nel sistema nervoso e nella ghiandola, sono spesso all’origine e al tempo stesso di supporto a difficoltà di ordine fisico.

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Per sua gentile concessione troviamo qui di seguito una preziosissima introduzione per la prostata dove alla fine ci illustra a cosa serve.

Introduzione alla Prostata

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E’ davvero una ben strana sorte quella della prostata. La sua presenza nel corpo dell’uomo e le sue funzioni, assolutamente fondamentali per la riproduzione e quindi per lo stesso mantenimento della nostra specie sulla Terra, sono completamente ignorate per i primi 40/50 anni di vita. E quando dico ignorate non mi riferisco solo al grande pubblico che non necessariamente deve avere nozioni di anatomia, fisiologia ed urologia, ma mi riferisco agli esperti ed in particolare alle autorita? sanitarie cui compete (?) un’attivita? di prevenzione e quindi di informazione dei diretti interessati: gli uomini.

“Gli uomini di 50 anni e oltre dovrebbero essere intervistati sulla presenza di LUTS (Sintomi delle Basse Vie Urinarie), informati sul loro significato e sulle possibilita? terapeutiche”.

E non sarebbe un’opera di prevenzione di poco conto e di poca rilevanza (sicuramente con considerevoli risparmi per la sanita?). Leggiamo infatti su una pubblicazione curata dall’Associazione Urologi Italiani:

“Il numero di prestazioni sanitarie legate alle affezioni prostatiche e? molto alto, infatti l’IPB e? la seconda patologia per diagnosi effettuate negli uomini ogni anno in Italia (con 8.173.432 visite), dietro solo all’ipertensione arteriosa e davanti ad altre malattie molto frequenti come la cardiopatia ischemica, le dislipidemie e il diabete mellito.

Il numero di visite è più che raddoppiato dal 1990 (3.550.000) al 2003 (8.000.000). Altri indici del forte impatto economico dell’IPB in Italia si rilevano dai dati del Ministero della salute sulla spesa per i farmaci rimborsati dal SSN (327,8 milioni di euro spesi in farmaci per l’IPB) e sul numero di ricoveri per questa patologia (14.854 ricoveri
per IPB, per un totale di 74.834 giornate di ricovero).

Considerando che la prevalenza dell’IPB aumenta all’aumentare dell’età, con l’invecchiamento progressivo della popolazione, fenomeno particolarmente rilevante in Italia, l’impatto economico della patologia sarà sempre più importante.

Poi, improvvisamente, di solito tra i 50 e i 60 anni, l’uomo comincia a rendersi conto di avere una prostata per il semplice motivo che questa comincia a creare problemi. “Ho la prostata”, ci si sente dire da qualche amico, come se prima non l’avesse mai avuta.

A volte si tratta di fastidi più o meno grandi, come il doversi svegliare molte volte ogni notte, altre volte si tratta di problemi più gravi che richiedono magari, misure drastiche. In ogni caso quello che poteva e doveva essere fatto a scopo preventivo non è stato fatto e adesso se ne pagano le conseguenze.

Per avere una idea seppure generale, si deve rilevare come almeno dopo i 50 anni di età (in alcuni casi relativamente a certi disturbi anche prima) si può andare incontro a problemi di varia natura a carico di questo organo. Il processo, parliamo in particolare dell’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB), inizia già a circa 40 anni, ma stando ad alcuni studi, si pensa che l’ingrossamento della prostata possa iniziare in alcuni pazienti già all’età di 30 anni.

Facendo riferimento alle cifre statistiche si sa che circa il 50% degli uomini fra i 50 ed i 60 anni presenta evidenze cliniche della comparsa di IPB, percentuale che si innalza al 70% dopo i 60 anni superando il 90% oltre gli 80 anni. Non andrebbe neppure sottovalutata l’importanza del carcinoma prostatico, in Italia la seconda causa di morte per tumore, nel maschio. Se vogliamo credere ai dati forniti dal Ministero, in Italia i casi di tumore alla prostata sono stati 147.000 nel 2008. Per non parlare della prostatite, che nelle sue varie forme colpisce anche maschi molto giovani. Colpisce circa il 10% degli uomini sessualmente attivi (sembrerebbe che quasi il 50% degli uomini abbia, almeno una volta nella vita, un episodio infiammatorio della prostata più o meno intenso).

I problemi alla prostata nelle loro varie forme, sono quindi così frequenti e quasi ineluttabili da farci capire come il prostatismo (l’insieme di sintomi causati dalla presenza di una patologia di origine prostatica come prostatite, IPB, carcinoma) sia una condizione così probabile nella vita di uomo da farci pensare ad un male ampiamente annunciato. E quindi, almeno in una certa percentuale prevenibile.

Ma a fronte di questi dati, l’informazione, quella preventiva magari da cominciare già a 30 anni, è assolutamente assente. Eppure costerebbe così poco informare sistematicamente gli uomini di quello che prima o poi gli succederà.

A Cosa Serve la Prostata

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La sua funzione è essenzialmente quella di produrre ed emettere un secreto che entra nella composizione del liquido seminale, il succo prostatico, che contribuisce al 20/30% del volume dello sperma. I testicoli contribuiscono al 2-5%, il plasma prodotto dalle vescicole seminali contribuisce per il 60-70% e in misura inferiore, meno dell’ 1%, dalle ghiandole bulbo-uretrali. Questo secreto prodotto dalla prostata ha il compito di fornire energia agli spermatozoi, di proteggerli e di favorirne il movimento nel canale vaginale, di cui diminuisce l’acidità. E’ un liquido lattescente, leggermente acido (pH 6,4), e contiene numerosi enzimi (fosfatasi acida, beta glucuronidasi, amilasi, fibrinolisina, proteasi), prostaglandine, spermina e spermidina, immunoglobuline, zinco e acido citrico. Inoltre tale secreto è in grado di esercitare un’azione battericida contro i germi gram negativi attraverso un fattore antibatterico che verosimilmente è costituito da un sale di zinco.

Oltre a ciò ha un ruolo di difesa dei testicoli e delle vie urinarie superiori, serve alla degradazione ed eliminazione degli spermatozoi invecchiati (cioè quelli che hanno più di 30 ore dalla loro produzione testicolare), ma in aggiunta esistono studi che ne prospettano le funzioni di organo impegnato nella reazione immunitaria ed altri che ipotizzano un ruolo di controllo nella produzione degli spermatozoi.

La prostata riveste una notevole importanza anche nella continenza delle urine, che è principalmente dovuta al tono di chiusura di due sfinteri che si trovano attorno alla prostata: lo sfintere uretrale interno è costituito da fasci circolari di muscolatura liscia posti sulla base prostatica e sul collo della vescica. Lo sfintere uretrale esterno è posto attorno all’apice della prostata e all’uretra membranosa, nella loggia perineale profonda. Questa muscolatura è ancorata tramite fibre collagene agli strati fasciali attorno alla prostata che ne costituiscono la sua “capsula” e allo stesso tessuto fibromuscolare della prostata. Posteriormente alla prostata decorre il muscolo rettouretrale, che origina dalla parete del retto (strato longitudinale esterno) tramite due fasci muscolari che si uniscono per poi andarsi ad inserire nel centro tendineo del perineo.

Nel corso dell’eccitazione sessuale, l’attività secretoria della prostata aumenta considerevolmente. Questo secreto si mescola a quello proveniente dalle vescicole seminali e agli spermatozoi provenienti dai dotti eiaculatori nell’ambito del tratto di uretra prostatica. Si forma cosi lo sperma che verrà poi espulso con l’eiaculazione; l’espulsione avviene per contrazione rapida dei muscoli lisci della struttura prostatica ed è poi coadiuvata dalle contrazioni della muscolatura perineale.

La Prostata e l’Apparato Urogenitale

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Da un punto di vista anatomico la prostata è divisa in 3 differenti zone:

  • La zona periferica: rappresenta circa 2/3 dell’intera prostata ed è la parte che viene esaminata durante l’esplorazione digito rettale
  • La zona centrale: la parte più interna che circonda i dotti eiaculatori
  • La zona di transizione: costituita da due piccoli lobi che circondano l’uretra. Questa è la parte di prostata che tende ad ingrandirsi durante l’insorgenza della cosiddetta “Ipertrofia Prostatica Benigna” e che causa i ben noti disturbi urinari

Conformazione della Prostata e Suoi Rapporti con la Vescica Urinaria

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Da un punto di vista ghiandolare, la prostata è costituita da un numero variabile da 30 a 50 ghiandole tubuloalveolari ramificate, spesso chiamate anche ghiandole otricolari. Queste sono immerse in uno stroma fibromuscolare, più abbondante nella parte anteriore della prostata dove forma lo stroma fibromuscolare anteriore, privo di ghiandole. Lo stroma forma anche una sottile capsula per l’organo da cui si dipartono spessi setti incompleti che nella vita fetale lo dividono in cinque lobi.

Nell’adulto i lobi divengono difficilmente distinguibili. Le ghiandole otricolari sono distribuite nelle tre zone in cui è suddiviso il tessuto ghiandolare prostatico.

Ognuna di esse è costituita da numerosi acini provvisti di papille che riversano il loro secreto in piccoli condotti che si uniscono a formare un dotto per ciascuna ghiandola, per un totale di 12-20 dotti. Ognuno di questi dotti decorre dentro parenchima sino a che non raggiunge l’uretra prostatica dove sbocca lateralmente al collicolo seminale. I dotti hanno lunghezza variabile in base alla collocazione delle ghiandole. I dotti più lunghi sono quelli posti nella zona periferica dove si trovano anche le ghiandole dalla struttura più complessa, i più corti nella zona di transizione dove si trovano ghiandole semplici e ghiandole mucose, più facilmente riscontrabili in soggetti giovani.

Queste ghiandole contribuiscono alla produzione di un liquido che, ad ogni orgasmo, viene espulso mediante una contrazione dei tessuti che circondano questi acini. Altre importanti strutture anatomiche che vengono spesso trascurate sono le vescicole seminali. Queste ghiandole si trovano dietro la parte inferiore della vescica e producono un fluido necessario per la sopravvivenza extracorporea degli spermatozoi.

La vascolarizzazione arteriosa è assicurata da rami delle arterie pudenda interna, vescicale inferiore e dall’arteria rettale mediale che sono tutti rami dell’arteria iliaca interna. I rami delle arterie principali della prostata decorrono nel fascio neuromuscolare postero-laterale alla ghiandola e da lì vi si distribuiscono sulla faccia posteriore. L’arteria vescicale inferiore irrora generalmente con due rami il collo della vescica e la base della prostata, inviando anche rami anteriormente alla ghiandola. I vasi posteriori decorrono dietro la prostata emettendo rami che vi entrano perpendicolarmente.

La vascolarizzazione venosa è assicurata dalle vene che si distribuiscono alla prostata mediante un plesso venoso anteriore (plesso del Santorini) e tramite altre vene che decorrono nel fascio neurovascolare postero-laterale alla ghiandola. Il plesso del Santorini è situato subito all’interno della fascia endopelvica, dietro la sinfisi pubica, e contiene le vene di maggior calibro in cui drena il sangue della prostata, mentre le vene dei fasci posteriori sono più piccole. Le vene prostatiche e vescicali anteriori drenano nel plesso vescicale che va nella vena pudenda interna per poi terminare nella vena iliaca interna.

I vasi linfatici della prostata, infine, drenano nei linfonodi iliaci interni (vasi linfatici della faccia anteriore) ed esterni (vasi linfatici della faccia posteriore), otturatori e presacrali.

La prostata è innervata dal plesso ipogastrico inferiore ed i suoi rami creano un ulteriore plesso arcuato sulla ghiandola. Buona parte dei nervi decorrono lungo i fasci neurovascolari postero-laterali accollati alla ghiandola. Lo sfintere uretrale esterno è molto innervato, così come la capsula. Sono invece scarse le fibre nervose sulla faccia anteriore e ancora di più nella zona periferica. I nervi perforano la capsula e si distribuiscono nella tonaca muscolare, nello stroma e lungo le arterie.

Lo sfintere vescicale esterno è innervato dal nervo pudendo che emette due rami che si dirigono postero-medialmente per innervare la giunzione prostatovescicale. Postero-lateralmente due fasci neurovascolari decorrono a stretto contatto con la ghiandola. Sono i Bundles neuro vascolari che portano l’innervazione all’uretra e ai corpi cavernosi, responsabili quindi anche della funzione erettiva.

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