La Birra e la Prostata

Scritto da Marco Benedettini
birra-prostataMi è stato chiesto varie volte che tipo di rappoorto c’è tra il consumo di birra, di vino o di altri alcolici e i problemi alla prostata. Pensavo di dover dare per scontati certi argomenti, ma in effetti non è così.
Il consumo regolare di alcol provoca sicuramente problemi alla prostata, ma non solo, li causerà anche al cuore, al fegato e molto probabilmente anche al pancreas.
Perché l’alcol causa problemi?
L’alcol viene metabolizzato alla stessa maniera dello zucchero bianco raffinato dal nostro organismo. La differenza principale è che l’alcol richiede molte più sostanze nutrienti per essere metabolizzato.Per una persona perfettamente sana (rarissime al giorno d’oggi) l’alcol assunto in moderazione non è un problema, e addirittura potrebbe portare un piccolo contributo benefico, ma se hai problemi alla prostata dovresti astenerti nella maniera più assoluta dal bere alcolici. Ti porterà solo benefici nel lungo ma anche nel breve periodo.
Quando si tratta della birra poi starei ancora più attento.

Perché la birra è peggio?

La birra può provocare problemi ancora più gravi alla prostata a causa del livello di lieviti presenti. L’altro ingrediente è il luppolo che può irritare la prostata.

Anche se c’è un componente chimico nel luppolo che è risultato essere anti cancro (xanthohumol) dovresti bere almeno 17 pinte di birra al giorno per assumerne un quantitativo sufficiente. Ovviamente il gioco non vale la candela e non può essere di certo considerata una scusa per iniziare a bere così tanta birra :-)

Tutti gli alcolici sono prodotti dalla fermentazione di lieviti. Il vino ha un tasso alcolico sufficiente ad uccidere i lieviti (12 gradi), ma la birra no. I superalcolici sono distillati ad alta temperatura il che uccide i lieviti presenti.

Nella birra raramente il tasso alcolico arriva oltre i 6 gradi e a meno che non sia stata pastorizzata (processo che comunque ucciderebbe anche tutti i componenti attivi positivi del luppolo) i lieviti presenti sarebbero ad alta concentrazione.

Bevendo questi lieviti essi entrano direttamente nel flusso sanguigno e possono proliferare e riprodursi in maniera impressionante, arrivando velocemente alla prostata e provocando i vari disturbi e dolori che spesso provoca.

Se si è certi di avere un tasso di lieviti molto alto nel nostro organismo è consigliato fare dei cicli di argento colloidale di 2 settimane per ucciderli completamente ed evitare che si riproducano.

Se soffri di prostatite acuta o cronica questi lieviti possono essere davvero micidiali. Anche una sola birra può causare problemi a chi ha questo tipo di infezione. La prostatite infatti è un po’ diversa da un’ipertrofia prostatica benigna. La prostatite una volta combattuta non porterà più problemi di ingrossamento alla prostata, mentre l’ipertrofia è più difficile da far regredire.

Il problema nascosto

Questi lieviti possono arrivare addirittura negli acini ghiandolari della prostata (che sono dei piccoli sacchetti). Se rimangono chiusi negli acini questi lieviti non versandosi più nel flusso sanguigno, non compariranno mai nei classici test urologici.

Quindi l’andrologo che farà le analisi non vedendo infezioni o lieviti presenti penserà che è tutto a posto e questo può davvero essere sconcertante visto che probabilmente i dolori persistono e in modo anche molto intenso.

Questo significa che se hai una prostatite abatterica (cioè dai test non risulta un’infezione di lieviti in corso) è molto probabile che siano presenti negli acini ghiandolari della prostata ma dagli esami non risultino.

E’ tutto, alla prossima!

Marco

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4 Responses to “La Birra e la Prostata”

  1. FazzyNo Gravatar scrive:

    Mi risulta che il lievito utilizzato per la fermentazione della birra venga distrutto nello stomaco. Ma anche se fosse acido resistente non potrebbe certo entrare nel flusso sanguigno ne tanto meno raggiungere in questo modo vivo l’interno della prostata. Consiglio tutte le persone afflitte dalla cosi detta prostatite abatterica di insistere con i test diagnostici perché nella maggior parte dei casi alla fine si scopre che in realtà vi è un infezione batterica, molto spesso causata da Chlamidia.

  2. GiovanniNo Gravatar scrive:

    Ciao Fazzy, le diagnosi non daranno mai in alcun caso delle indicazioni per la guarigione, cosa molto ampiamente presente invece nel programma ProstataInForma.com. La presenza in eccesso di eventuali batteri nemici non viene combattuta con i farmaci.

    I batteri che solitamente arrivano alla prostata esistono naturalmente nel nostro intestino da sempre!

    Quando ci sono eccessi di scorie (causate da cattiva alimentazione etc..) questi batteri vengono messi in gioco dalla macchina umana per aiutare l’eliminazione di queste sostanze tossiche.

    Ucciderli quindi è controproducente e non risolve affatto il problema. Se al limite ci si riuscisse con gli antibiotici non faremmo altro che causare un problema ancora più grosso.

    Per questo ha più senso invece fare in modo che questi batteri non abbiano modo di esistere nella prostata. Per farlo è necessario ridurre le scorie e le tossine che giornalmente produciamo con l’alimentazione, lo stile di vita, lo stress, l’emotività etc…

    Dal mio punto di vista è l’unica via possibile ed è spiegato come fare nel corso base.

    Giovanni

  3. MazingNo Gravatar scrive:

    I lieviti in circolo nel sangue? Devi avere la prostata nel cervello per dire minchiate del genere. I musulmani fondamentalisti dicono anche che chi mangia maiale si riempie di vermi. Loro vendono un credo per generare sudditi pronti a tutto. Voi cosa vendete? Mezzo mondo dovrebbe avere problemi stando a questa teoria sulla birra. Disturbi e dolori che spesso provoca? Mai sentito nulla del genere. Spesso a chi? Siamo tutti pieni di batteri, hai studiato medicina immagino… Hahah Bevi la coca cola si che ti fa bene…

  4. GiovanniNo Gravatar scrive:

    Ciao Mazing,

    ti consiglio la visione del video gratuito che trovi qui:

    http://prostatainforma.com/

    Per ogni altro chiarimento puoi scrivere in privato:

    info@prostatainforma.it

    Giovanni


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