La Dieta Influisce Sull’Ipertrofia Prostatica (IPB)?

“Cosa posso mangiare per ridurre le dimensioni della mia prostata?” è un’ottima domanda da porsi, se si soffre di ipertrofia prostatica. La dieta è di fondamentale importanza, fatto confermato anche da numerosi studi di medici e ricercatori.

Vita sedentaria, eccesso di grassi saturi e cibo spazzatura, consumo eccessivo di alcol e sigarette, dieta con poca frutta e verdura. Queste, e non solo, sono tutte cause in primis di cattiva salute, condizione che poi spalanca le porte all’ipertrofia prostatica negli uomini.

Fattori Benefici

I seguenti fattori di stile di vita sono stati associati con la diminuzione del rischio di ipertrofia prostatica:

  • Un alto livello di attività fisica.
  • Una dieta a basso contenuto di grassi.
  • Elevato consumo di verdura.
  • Eliminazione o diminuzione dell’alcol.

esercizi ipertrofia prostatica

Oltre a questi principali accorgimenti, dagli studi risulta importante anche:

  • Scegliere frutta e verdura di colore intenso e brillante.
  • Preferire pane e cereali integrali rispetto alle farine bianche.
  • Limitare il consumo di carne rossa, inclusi il manzo, il maiale, l’agnello e la capra; eliminare le carni processate, tipo hamburger e hot dogs.
  • Scegliere grassi salutari, come l’olio di oliva, la frutta a guscio (mandorle, noci, noci pecan) e avocado.
  • Limitare o eliminare del tutto i latticini e prodotti caseari.
  • Evitare i grassi idrogenati (i grassi cosiddetti “trans”), che si trovano nella maggior parte dei cibi confezionati e del forno.
  • Evitare bevande zuccherate, tipo le soda e la maggior parte dei succhi di frutta.
  • Controllare le dimensioni del pasto: evitare di mangiare più del necessario.

Dando uno sguardo ai suggerimenti sopra descritti, risulta evidente che sono in realtà validi anche per uno stato di salute generale.

Infatti, l’ipertrofia o iperplasia prostatica benigna non compare in un organismo sano: l’accumulo di tossine, di natura fisica o psico-emotiva, produce la malattia. Essendo la prostata il centro di accumulo psicosomatico nell’organismo maschile, ogni disagio si concentra in quella zona. Per questo lo stato di salute generale è importante, poiché un corpo sano garantisce una base mentale sana e improntata all’ottimismo e alla positività.

Cibi Amici Della Prostata

Ci sono tanti amici per la tua prostata sofferente! In particolare, in caso di IPB sono consigliati gli alimenti con buone quantità di

dieta ipertrofia prostatica

vitamina C e zinco:

  • Peperoni, broccoli, broccoletti di bruxelles, piselli, cavolfiore, cavolo riccio, pomodori, arance. Su ogni piatto si può spruzzare un po’ di succo di limone per aumentare l’assorbimento della vitamina C.
  • Ostriche, semi di zucca, cereali integrali (se non c’è colon irritabile) fagioli, lievito di birra, semi di lino.

Ricordiamo anche i benefici di tutti quegli alimenti e integratori vegetali che favoriscono la diuresi e decongestionano il tratto urinario. Questi sono importanti poiché la sintomatologia dell’ipertrofia prostatica si manifesta soprattutto in dolori durante la minzione, difficoltà ad urinare, minzione impellente (anche di notte). Tra questi troviamo:

  • Radice di ortica (tintura madre o tisana).
  • Barbe di mais (tisana).
  • Serenoa repens (estratto secco in capsule).
  • Uva ursina (tintura madre o tisana).

In generale perciò una buona dieta per l’ipertrofia prostatica prevede alimentazione vegetariana a basso contenuto di grassi e latticini limitati. Segue un livello di attività fisica sufficiente per garantirti una prostata alla grande!

Per sapere di più sulla dieta e l’ipertrofia prostatica, ti consiglio di guardare il video 5 passi per curare la prostata se non l’hai già fatto.

Studi scientifici sulla correlazione tra alimentazione e prostata

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0090429599000965

http://aje.oxfordjournals.org/content/167/8/925.short

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0090429503013578

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/pros.2990060103/abstract

https://link.springer.com/article/10.1007%2FBF00052775?LI=true

 

 
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