Prostatite: Conclusioni del convegno di Philadelphia

Ormai è scientificamente assodato che esistono fortissime realzioni tra problematiche di tipo psicologico e organi del plesso pelvico. La letteratura medica internazionale su questo argomento fornisce dati indiscutibili.

Pertanto ormai questo è un dato di fatto, per cui ogni medico deve tener conto della componente psicologica laddove si presentassero problematiche di carattere intestinale o della sfera sessuale o comunque dell’apparato urinario . Ad esempio , c’e’ una relazione strettissima tra attività urinaria e stress .

Il meccanismo è chiaro, problematiche di tipo emozionale tendono a creare delle contrazioni nervose che poi creano tutta una serie di problematiche . Questi sono dati ormai oggettivi ma è possibile sperimentarli anche personalmente , basta saper analizzare il proprio stato psichico, se riuscirete a concentrarvi ed a leggere dentro voi stessi, vi accorgerete che a diversi stati d’animo corrispondono dei sintomi .

Cercare di leggere dentro sè stessi e trovare un equilibrio magari non servirà a guarire , ma certo non fa male come altri tipi di cura . Il metodo wise , che tende a trovare i trigger points , in realtà non serve a guarire le patologie prostatiche , ma ha il compito di rilassare e tonificare i nervi edi muscoli contratti dalle tensioni interiori .

Il protocollo di stanford è uno dei tanti metodi di rilassamento , in quanto il punto cardine della cura per le patologie pelvico-intestinali , laddove non vi siano accertati danni tissutali, è provocare nel paziente un rilassamento .

Certo questo rilassamento non puo’ essere solo provocato da massaggi o manipolazioni , ma soprattutto si deve intervenire per estirpare le cause che originano questi stati d’animo, solo rimuovendo la causa si potrà guarire dalla patologia , i vari metodi di rilassametno o peggio medicinali, sono solo palliativi che servono a dare un sollievo temporaneo al malato , che invece deve essere inquarato in un percorso psicologico tendente al’eliminazione dei focolai di stress .

Per questo i medici che si improvvisano psichiatri sono pericolosissimi , in quanto forniscono al paziente medicinali che spesso presentano pesanti effetti collaterali senza inquadrarli in un discorso di tipo psicologico adeguato .

Naturalmente , parallelamente all’aspetto psicologico, bisogna fornire al malato diete e stili di vita adeguati , ma di questo abbiamo gia’ parlato in precendenza , solo seguendo in maniera adeguata questi protocolli terapeutici, si potranno ottenere risultati .

Naturalmente queste non sono mie considerazioni, ma scaturiscono dal convegno tenutosi a Philadelphia una decina di giorni fa dove hanno partecipato molti medici di fama internazionale che hanno dibattuto sulle patologie del’età moderna .

Cio’ che è emerso dal convegno , è che ormai la figura del medico di base deve aggiornarsi e saper affrontare queste nuove patologie con una visione più moderna e professionale , in modo da fornire al paziente delle terapie che poi saranno meglio sviluppate e codificate dagli specialisti i quali dovranno imparare ad agire in regime di stretta collaborazione .

Una visione multidisciplinare è assolutamente indispensabile per combattere le patologie tipiche dell’età moderna .

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One Response to “Prostatite: Conclusioni del convegno di Philadelphia”

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